Di spazzatura in spazzatura

17 AGO 20
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Di spazzatura, negli ultimi tempi, se ne parla molto. C’è quellatelevisiva, quella in orbita intorno al pianeta, ci sono i titolispazzatura, la spazzatura come risorsa, l’arte spazzatura e naturalmentequella sotto casa mia. Più che sotto, allo stesso livello, di fronte apochi passi. Ad Agosto trascorro due settimane in una villetta situata traSan Nicola e Trabia, che rimane inabitata il resto dell’anno ed anchepagando la tassa per i dodici mesi, convivo col fetore costante perché laraccolta avviene un giorno si e una settimana no e passato il Ferragostoquesto servizio scompare quasi del tutto. Si sa che in estate la popolazionesi centuplica ed è oramai consuetudine vedere cassonetti stracolmi,frigoriferi abbandonati, nonché materassi, lavatrici, gatti morti ecc.Considerando che in questa zona, ad alta vocazione turistica, per intendercici troviamo in una delle coste più belle d’Italia, tra Palermo e Cefalùci saranno, ad occhio e croce, 20, 30 mila seconde case, è lecito pensareche soltanto per queste il comune incassi di tasse per l’immondiziaquattro o cinque milioni annui, per fornire un servizio concentrato in 20 -30 giorni. Che la Sicilia potrebbe vivere anche di turismo, sia per labellezza del suo territorio sia per la sua cultura millenaria, testimoniataovunque da beni archeologici, monumenti e chiese e invece mostra la suaspazzatura, è segno di qualcosa che non funziona da sempre, a prescinderedalla situazione economica mondiale.